Classe quarta

Anche quest’anno abbiamo voluto dedicare tempo ed energie alla rappresentazione teatrale di fine anno.
Lo spunto, come spesso accade, ci è stato offerto da un nostro alunno che ha portato a scuola il libro dell’ Odissea per ragazzi, che gli era stato regalato. Abbiamo cominciato a leggere in classe le gesta e le avventure di Ulisse e ci siamo accorte che l’argomento affascinava i bambini. Abbiamo quindi deciso di portare in scena l’Odissea. Ma mentre parlavamo di viaggi, i mass media divulgavano informazioni e immagini sui flussi migratori: migliaia di persone, donne , bambini ,uomini in fuga da guerre, dittature, alla ricerca di una terra accogliente. E’ stato inevitabile affrontare con i bambini una tematica così importante e delicata e le attività didattiche proposte sono scaturite “naturalmente”. Abbiamo letto quotidiani, raccolto informazioni, letto storie che parlavano di migranti, proiettato immagini, ci siamo scambiati opinioni, emozioni,abbiamo riflettuto insieme sulle possibili cause, sul valore dell’accoglienza e alla fine di questo percorso con un brainstorming abbiamo scritto su un cartellone tutte le parole che ci venivano in mente. Che fare ora? Un testo scritto collettivo e un cartellone che illustrasse i nostri pensieri. Il caso ha voluto che la Caritas e il MIUR avessero bandito un concorso nazionale proprio su questa tematica, abbiamo inviato la foto del nostro cartellone e… abbiamo vinto il primo premio, sezione disegni.

Abbiamo continuato a lavorare con gli alunni sull’Odissea drammatizzando scene di guerra, gli incanti delle sirene e l’ostilità di Polifemo nei confronti degli stranieri. Abbiamo inserito nell’ultima parte della recita un naufragio, un barcone pieno di persone che affondava nel freddo mare. Le implorazioni di aiuto erano in lingue diverse, le lingue dei nostri bambini: italiano, arabo, inglese, francese, rumeno, albanese…

Le discipline coinvolte nel progetto sono state numerose: italiano, immagine, cittadinanza, motoria, musica, educazione alla salute e al benessere, geografia e scienze. L’insegnante di italiano ha proposto di scrivere lettere ai compagni, ai genitori, alle persone care che, per motivi di lavoro e non solo, si erano dovute trasferire lontano. A quel punto i bambini che fino ad allora avevano dimostrato interesse, partecipazione, sensibilità ed empatia si sono resi conto che erano le storie vere dei loro genitori e la commozione ha preso il soppravvento. Non solo una recita, ma un pezzo della vita reale di tutti i giorni che ciascuno di noi vive a volte senza averne piena consapevolezza.  

 

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