Formazione a.s 2016/17

COMPITI DI REALTÀ E PERSONALIZZAZIONE DELLE VERIFICHE

I due relatori, Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi, partendo dalla loro esperienza quotidiana di insegnanti e dal concetto che la didattica per competenze ha, inevitabilmente, un impatto sui tre aspettifondamentali del fare scuola: la progettazione, l’azione didattica, lavalutazione hanno illustrato con semplicità, professionalità e competenza relazionale, la nuova visione del fare scuola.
Il concetto di “competenza” si è ormai insediato nel curricolo delle scuole italiane.
Si assiste quindi a un progressivo affinamento del tema, con un’attenzione sempre più accentuata al versante della didattica. La competenza si basa sull’orientamento alla concretezza delle situazioni ma, proprio per questo, richiede una specifica strategia metodologica e un ripensamento del modo di affrontare l’apprendimento e il suo sviluppo. L’aspetto metodologico diventa sempre più centrale e pone i contenuti in una diversa posizione all’interno del sistema.
Pertanto è necessario progettare per competenze  considerando sia le Indicazioni Ministeriali, che i bisogni formativi degli studenti.
Insegnare per competenze, ovvero avvicinarsi al sapere attraverso l’esperienza, non significa abbandonare i contenuti, giacché essi rappresentano proprio il campo di esperienza in cui esercitare abilità e competenze. Essi, però, vanno accuratamente vagliati e selezionati, poiché non tutto è ugualmente rilevante e non tutto si può imparare; la didattica deve fare il possibile perché essi si trasformino in conoscenzepermanenti e siano necessarie a supportare le abilità (intese come applicazione di conoscenze, procedure, metodi) e le competenze (capacità di agire e di re-agire di fronte ai problemi, utilizzando tutte le risorse personali e agendo in autonomia e responsabilità).


Apprendere non è riprodurre saperi, in modo più o meno fedele all’originale, ma saperli rielaborare per affrontare nuove situazioni problematiche, cioèrisolvere una situazione problematica,complessa e nuova, quanto più vicina almondo reale.
Trasferire procedure e condotte cognitive in contesti e ambiti di riferimentomoderatamente diversi da quelli resifamiliari dalla pratica didattica: compiti di realtà.


Anche la valutazione pertanto è più complessa e non può tener conto solo dell’acquisizione di conoscenze e abilità ma anche della dimensione di crescita personale dell’alunno.

Questo sito usa i cookies per gestire autenticazioni, navigazione, e altre funzioni. Non usa cookies traccianti e di terze parti tranne Google Analytics esclusivamente per rilevazioni statistiche anonime. Leggi come questo sito tratta la privacy informativa GDPR.

Accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information